LA VALLE: il tempo ed il dono

outdoor setting valle

Era da poco scesa la notte e per sfuggire l’incalzare degli eventi passati, sia recenti che remoti, fu mio complice il sentiero di montagna numero 7 che parte da Staffal, ultimo paesino della Val Gressoney.

Infatti, lasciato il paese, salendo su,  passo dopo passo, tra le rocce illuminate dalla luna piena, mi sono sottratto ai ritorni di pensiero dei vissuti trascorsi in apnea nel tran tran della vita quotidiana e così, attento a dove poggiare i piedi, mi sono anche dimenticato del futuro e delle sue proiezioni.

Nell’ascesa, lo scroscio del torrente si faceva sempre più flebile ed il rumore bianco che iniettava nelle mie orecchie, cercando di riportarmi col pensiero a quei vissuti, si allontanava definitivamente.

Nel cielo, intanto, l’Orsa Maggiore continuava ad orientarmi ed, illuminato, riflettendo il chiarore lunare, il ghiacciaio disseminato sul Monte Rosa emergeva dal buio della notte e pareva il benevolo sorriso di Dio che si compiaceva di quel mio salire quasi a tentoni.

Col passare del tempo, mi sentivo sempre più leggero e libero dall’oppressione della gravità inerte delle mie ombre che, a valle, si alternavano e si distinguevano sempre più nette dalle luci.

dalla valle alla vetta_1D’improvviso,  svoltando un tornante, un finestra illuminata di una piccola ed unica casetta di pietra, immersa nel bosco sul versante opposto al mio camminamento, mi avvertì di una presenza, di un’alterità, e così uscii dal mio isolamento e come un ritorno di realtà mi ricordai di essere in cordata con il ruolo di “chiudi fila”.

“Robby!” fu il grido del mio capo cordata Silvestro. E come di soprassalto ci si sveglia da un incubo notturno così anch’io presi di nuovo coscienza di me stesso e di dove mi trovavo, ed allora pensai alla bellezza di quel salire e del dono della vita e del dono di lei che quasi al mio fianco, 3 passi avanti a me, condivideva in silenzio il cammino. Mi resi conto immediatamente che come non riuscivo a distinguere i contorni del suo viso, così spesso mi sfuggiva la bellezza di quel dono. Avvertivo il valore e la qualità di quel momento, e mentre il vento che si incanalava soffiando dalle montagne, come sospinto dallo Spirito Santo, accarezzava le fronde degli abeti, così in me si scrostavano le ultime resistenze del cuore!

[Questo post è il primo di quattro, a firma di Roberto Domanico, Counsellor multisetting in formazione, che narrano momenti e riflessioni scaturite nel partecipare all’ outdoor setting in Val d’Aosta dal 27 luglio al 1 agosto scorsi. Per non perdere i prossimi post, lascia la tua email!]

1 Comment

  1. Come bello nei difficili momenti in cui uno si sente solo , abbandonato e forse dimenticato , trovi a pochi passi che non vedevi , uno che ti sorveglia , ti controlla con le mani tesi per darti una mano a riprendere il cammino nel momento che ti sembra tutto fermo e forse bloccato o ti devi tornare indietro .

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