IL GUADO: cronaca di una crisi “instabile”

Il secondo giorno dell’outdoor setting© è stato dedicato al cosiddetto modulo del “guado”.

Per questo motivo l’escursione è stata effettuata sul sentiero che da Staffal, ultimo paesino a nord nella valle Gressoney,  si dirige verso le sorgenti del torrente Lys, proprio lì dove arriva il fronte del ghiacciaio del Monte Rosa. Infatti, percorrendo il sentiero che costeggia il torrente, il gruppo avrebbe dovuto trovare un punto favorevole dove effettuare un vero e proprio guado.

Come è notorio all’interno della Scuola di Formazione Outdoor Setting©, il guado può essere considerato come una metafora della crisi che in una coppia può manifestarsi improvvisamente o che può interessare la coppia da lungo tempo. Ma, come nel guado di un torrente di montagna non è possibile rimanerci a lungo (pena la morte per assideramento), così pure nella crisi è bene venirne fuori velocemente, pertanto è necessario prendere una ri-decisione il prima possibile, per superarla e raggiungere l’altra sponda, all’asciutto.

Dopo circa 2 ore di cammino, la “cordata” giunse, alla fine, nel punto favorevole. Allora, tesa una corda da 10,2 mm, tenuta ad un estremo da Don Lino e dall’altro da Silvestro ed Antonella Paluzzi, tutte le coppie, ad una ad una, tenendosi per mano ed a piedi nudi, si sono immerse nelle acque gelide del torrente ed appoggiandosi alla corda tesa, hanno attraversato il guado.

Con l’acqua quasi al ginocchio, a metà del guado, a ciascuna coppia veniva chiesto da Silvestro e Antonella, di rispondere ad alcune domande:

“Come si sta nella crisi?”

E, solo dopo una risposta ragionevole, si poteva procede oltre. Comunque, prima di uscire dal guado (in tutto un percorso inferiore a 10 metri) ed essere issati fuori dalle acque con l’aiuto di Silvestro ed Antonella, vi era un grosso masso, per metà immerso nel torrente, che doveva essere aggirato per uscire definitivamente dall’impasse, come a significare che spesso, poco prima di uscire dalla crisi, si presenta un ultimo ed improvviso ostacolo da superare.

Una volta che tutte le coppie superarono il guado, si riprese con rinnovata energia il cammino verso valle.

[Questo è il secondo post di quattro, a firma di Roberto Domanico, Counsellor multisetting in formazione, che insieme ad un gruppo di dodici coppie, proveniente dalla Calabria, dalla Toscana e dal Lazio, con età media intorno ai 45 anni, e un gruppo di tirocinanti della Scuola di formazione Outdoor Setting© di Roma, ha effettuato un’escursione alpina all’interno di 5 giorni di outdoor setting© a partire dal 27 luglio 2015; località: Gressoney Saint-Jean (Val D’Aosta).]

Tu hai vissuto ‘il guado’? Lascia il tuo commento di sotto!

2 Comments

  1. Si certo nel mio orribile mondo dove si esperimente il dolore della morte di diversi tipi sia naturale che non naturale ( nel caso della guerra in Siria ) in un guado che non si sa quale e la fine certo che si trova in una crisi tremenda che non so con chi condividere per poter uscire presto da esso . mi picerebbe fare l’ esperienza dei vostri percorsi per poter uscire da cio che sto vivendo in questi momenti

    1. Cara Sr. Iole, non possiamo certo immaginare il terribile guado che stai vivendo e imperversa il tuo paese. Peró abbiamo memoria di un guado che abbiamo già attraversato insieme a te alcuni anni fa. Con gli stessi sentimenti di vicinanza e di sostegno, noi, come semplici mediatori, ti incoraggiamo a procedere oltre. Dopo ogni “crisi-lotta” ci aspetta sempre il sole e il trionfo! Un abbraccio e una preghiera e naturalmente sei sempre la benvenuta per una nuova esperienza con noi in Outdoor in montagna! Silvestro Paluzzi e Antonella Tropea, Direttori della Scuola di Counselling

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *