RIFLETTERE SULLA ‘PASTORALE’ COME ‘FORMAZIONE’ E MISSIONE

silvestro paluzzi antonella tropea

I coniugi Silvestro e Antonella Paluzzi, Direttori della Scuola di Formazione, Ricerca e Counselling psicologico ‘Outdoor Setting®’ di Roma, mediante il loro lavoro di Counselling pastorale, formano Operatori pastorali in grado di entrare nelle sfide della cultura odierna, con linguaggi che comunichino sia ai ‘lontani’ (formazione ad extra) che ai ‘vicini’ (formazione ad intra), affinché sia facilitata un’inculturazione della fede nell’esistenza storica delle persone.

È fondamentale che la nuova evangelizzazione non si debba privare di rileggere i propri compiti e le proprie finalità attraverso anche le conoscenze delle Scienze Umane (Psicologia, Pedagogia, Scienze della Formazione): Giovanni Paolo II ci ricorda che è l’uomo la via della missione (Redemptor Hominis, 1979, n. 14).

Secondo i coniugi Paluzzi, l’azione missionaria della pastorale oggi può essere ri-centrata con l’ausilio di alcune riletture mutuate dalle scienze umane quali: la comunicazione umana, l’accompagnamento e il sostegno alla persona, lo stile di condivisione dinamica dei gruppi (metodi ‘attivi’ oltre ai metodi tradizionalmente ‘espositivi’).
Inoltre, nel pensare la ‘pastorale’ come ‘missione’, ritengono che lo strumento della ‘narrazione’ (la testimonianza) trasformi ogni verità in storia, ossia in racconto autobiografico: le testimonianze sono allora un concerto di esperienze che sono e saranno la via della comunicazione della fede per i ‘vicini’ e per i ‘lontani’.

La narrazione da parte di un narratore (il testimone della fede) ha per contenuto una storia concreta, come è stata vissuta proprio dal narratore alla luce della Parola: narrare la fede con l’esistenza è fare memoriale di speranza per continuare ad avere fede: “La memoria è una dimensione della nostra fede che potremmo chiamare ‘deuteronomica’, in analogia con la memoria di Israele (…) Il credente è fondamentalmente ‘uno che fa memoria’” e che ha una ‘memoria grata’ (cfr. Evangelii Gaudium, 13).
Alla luce del loro lavoro formativo e psicoterapeutico, essi ritengono che occorra tenere in gran conto la persona e il suo processo interno (intra-psichico): ossia, interiorizzazione e integrazione del messaggio cristiano nella specifica struttura di personalità. In un itinerario di fede, questa progressività richiede alcune condizioni come: conoscersi (essere più libero dalle false rappresentazioni del proprio Io), guarire le ferite della vita (riconoscere bisogni inesplorati e/o nevrotici), comprendere il proprio immaginario religioso dal quale si è guidati (false rappresentazioni religiose, convinzioni distorte, immature, antropomorfe) ed essere sostenuto dalla Chiesa e dai suoi mediatori.

In diverse occasioni di incontri formativi pastorali da loro tenuti in Italia, a Calcutta e a Kochin ultimamente,  i Paluzzi ritengono fondamentale l’opportunità di far comunicare la fede tra i partecipanti, ma non nel senso tautologico e autoreferenziale, quanto nel senso di conferma del proprio impegno missionario, e venir confermati e sostenuti dai propri Vescovi locali, dai loro delegati e dai Superiori Generali. E’ anche l’occasione per istituire un modo diverso di pensare alla ‘pastorale’ come formazione, utilizzando tecniche comunicative coinvolgenti sul piano emotivo, creativo, della drammatizzazione, della musica, delle metafore più care ai Paluzzi (come i ‘nodi’, il ‘crinale’ e il ‘guado’).

Nei nuovi scenari della storia, della cultura e della scienza che si profilano all’orizzonte, con i seminaristi, il clero, le religiose, i religiosi, i fedeli laici, gli studenti universitari, i Paluzzi hanno cercato di ‘formare’, nei luoghi deputati alla formazione, alla consapevolezza dell’importanza di assumere/integrare la propria umanità ai percorsi di fede e di spiritualità, dove operano altri formatori specifici, mediante itinerari di accompagnamento, come il Counselling, il coaching pastorale, il mentoring, la psicoterapia o una formazione ad hoc, per approfondire i propri vissuti religiosi e la propria fede attualizzata nella storia e nella vita quotidiana.
Formare oggi significa: “saper leggere e decifrare i nuovi scenari che si sono creati dentro la storia degli uomini, per abitarli e trasformarli in luoghi di testimonianza e di annuncio del Vangelo” (cfr. La nuova evangelizzazione. Per la trasmissione della fede cristiana, n. 6).

In tal senso, Silvestro e Antonella Paluzzi offrono l’opportunità ai partecipanti agli incontri di formazione pastorale, di prendere conoscenza dei metodi ‘attivi’ e delle metafore (per esempio, l’uso della ‘corda’ e i ‘nodi psicologici’) anche, dove se ne riscontri l’opportunità, attraverso la comunicazione di una catechesi kerigmatica che penetri in profondità.
“Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione (…) La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati (…) Certamente tutti noi siamo chiamati a crescere come evangelizzatori. Al tempo stesso ci adoperiamo per una migliore formazione” (Evangelii Gaudium,120-121).
Ringraziamo tutti coloro che, sia dall’interno della nostra Scuola sia come collaborazione esterna, hanno permesso la realizzazione degli eventi formativo/pastorale/missionario di questo anno in corso.


Di Silvestro e Antonella Paluzzi,
Direttori della Scuola di Formazione, Ricerca e Counselling psicologico OUTDOOR SETTING® di Roma

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *